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Semi di cannabis light – Il prezzo medio ed il valore sul mercato italiano

Se desideri acquistare dei semi di cannabis light, che sia per collezionismo o per la coltivazione legale indoor, sicuramente una delle prime informazioni che cerchi riguarda il prezzo dei semi. I tipi di seme che si possono comprare sono davvero tanti e tutti hanno caratteristiche molto particolari, come si può leggere in molte schede descrittive che si possono trovare nei negozi che vendono questo tipo di prodotto. Nei vari store online, infatti, si possono trovare tantissime varietà di semi di cannabis light, il cui valore sul mercato è variabile a seconda di vari fattori. Sono tante le componenti diverse che alla fine vanno ad influenzare il prezzo finale di questo prodotto, in questa guida verrà preso sotto analisi l’argomento da tutti i punti di vista.

Si partirà quindi dal prezzo medio dei semi acquistabili sul mercato italiano per poi arrivare ad approfondire tutte le varie caratteristiche del seme che possono far variare il suo valore. Per maggiori informazioni sugli usi dei semi di cannabis light, sulle restrizioni legali legate all’acquisto e moltissime altre curiosità sul mondo della canapa potete consultare il blog di SevenHemp – Shop Marijuana legale aggiornato alle ultime novità sull’argomento.

Quanto costano i semi di cannabis light?

I semi di cannabis light, a differenza di quelli di marijuana che possono essere comprati solamente per collezionismo, possono essere anche coltivati in casa. Essi vengono venduti solitamente in pacchi da 100 o 200 semi, ma esistono anche pacchi molto più grandi. Il prezzo per uno di questi pacchetti può variare anche di moltissimo a seconda della qualità del prodotto, ma si può affermare che la media si aggira intorno ai 10 o 20 euro ogni 100 semi.

Ovviamente ci sono varietà anche molto più costose che si aggirano su cifre simili a 30 o 40 euro. Nei migliori shop online si possono trovare promozioni che diminuiscono il prezzo dei semi relativamente al peso all’aumentare della quantità acquistata. Per cui un pacco da 1000 semi avrà un costo al seme molto minore rispetto ad un pacco da 100 semi, garantendo un certo risparmio all’acquirente. La quantità di prodotto acquistata non è però l’unico fattore che ne determina il prezzo, ecco quali sono le altre variabili importanti nel decidere il valore di un seme di cannabis light rispetto ad un altro.

Quali sono i fattori che determinano il prezzo dei semi di cannabis light?

Come abbiamo citato, una delle cose più importanti per determinare il prezzo di una partita di semi è la quantità che l’acquirente vuole ottenere. Siccome questi semi sono spesso dedicati alla coltivazione industriale in molti siti vengono venduti a pacchi da kili e kili di semi. In altri, invece, è possibile comprarne una quantità limitata. Ma quali sono gli altri fattori che decidono il prezzo di questo prodotto?

Uno di questi è sicuramente la percentuale di CBD contenuta geneticamente nella pianta e nel seme. Questa sigla indica il principio attivo contenuto nella pianta, il quale ha effetti benefici sia sul corpo che sulla mente umana, ed è totalmente legale, a differenza del THC che non è contenuto nelle piante di cannabis light, se non in percentuali infime ed inferiori ai livelli stabiliti per legge.

La quantità di CBD aumenta quindi la qualità del seme, e quindi all’aumentare di esso aumenta anche il prezzo del prodotto finale. Un altro fattore è quello dei costi di produzione e di spedizione. Comprare attraverso un rivenditore italiano, soprattutto se vicino alla propria zona, consente di risparmiare sia tempo che denaro nell’acquisto dei semi di cannabis light.

Restrizioni legali per l’acquisto di semi di cannabis light

Nei paragrafi precedenti abbiamo accennato che l’acquisto di questi semi sia del tutto legale. Questo è dovuto al fatto che i semi di marijuana legale italiana non contengono nessun principio attivo illegale. Anche quelli che non sono certificati come semi di cannabis legale sono infatti acquistabili nei vari store, anche se è possibile solamente collezionarli e non farli germogliare. Questo non si verifica invece per i semi di canapa light, che sono coltivabili anche in casa senza nessun tipo di liberatoria, licenza o altro documento necessario.

L’unica cosa di cui essere assolutamente certi è quella di acquistare da rivenditori che possano certificare che il seme in questione sia a bassissimo contenuto di THC come prevedono le norme di legge e conservare questa certificazione nell’eventualità di controlli di qualsiasi tipo. Coltivare i semi di cannabis light in Italia è quindi legale al cento per cento, così come detenere infiorescenze di cannabis light ed il consumo di tipo alimentare, medico, rilassante e chi più ne ha più ne metta.

Quali sono gli usi dei semi di cannabis light

Oltre al collezionismo ed alla coltivazione, i semi di cannabis light possono essere utilizzati per moltissimi altri fattori. Da essi è infatti estraibile un olio il quale, come è stato scientificamente attestato e documentato da moltissime fonti, possiede elevate potenzialità nell’impiego sia culinario, sia per il benessere della persona e la cura personale. Con questo tipo di olio vengono creati anche prodotti per l’igiene e cosmesi come shampoo, sapone e bagnoschiuma, creme per il viso e per la pelle, maschere per capelli e chi più ne ha più ne metta.

Inoltre le ricette che si possono cucinare con l’olio di semi di cannabis light sono tantissime e di vario tipo. Si parte dall’uso di questo ingrediente come condimento per le insalate fino a ricette per frullati integratori, pesti e condimenti per pasta e molto altro. Per maggiori informazioni consulta il nostro blog con tutte le novità sulla cannabis light in Italia.

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