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La qualità della cannabis legale italiana

La marijuana legale italiana

La marijuana legale Italiana può fare paura alla Svizzera?

In Italia si sa, ogni scusa è buona per dimostrare ingegno e qualità su ciò che si fa. Dal 2018 sono nate centinaia di coltivazioni di cannabis legale, alcuni si sono specializzati in colture in campo aperto, green house (serre) e indoor, facendo attente selezioni per la produzione di infiorescenze senza semi, ma sopratutto ricche di CBD cannabidiolo.

Il CBD cannabidiolo dopo il THC è uno dei principali cannabinoidi prensente nella cannabis, scopri di più su questo cannabinoide cliccando su questo link.

Non è facile lavorare così

Come sappiamo tutti o quasi, in Italia è permesso coltivare solo canapa da semi certificati (con THC limitato allo 0,2%>0,6%), purtroppo questi paletti ci obbligano a lavorare con un braccio legato a confronto della vicina Svizzera. Infatti, in Svizzera oltre ad avere delle leggi più chiare sulla produzione e commercializzazione della marijuana legale italiana, hanno anche la possibilità di avere un limite più elevato di THC (1%), un dettaglio non di poco conto, vista la miriade di razze coltivabili.

Il lavoro duro paga “quasi” sempre

Nella marijuana legale italiana però qualcosa è cambiato, negli ultimi mesi del 2018 infatti, i classici fiori pieni di semi e legnosi in stile vecchio Easyjoint, hanno lasciato spazio a fiori compatti, belli e profumati. Questi risultati sono figlio del duro lavoro, selezioni accurate dei migliori florovivaisti del nostro paese.

L’attendo lavoro dei breeders e con l’aiuto di qualche talea proveniente dall’estero, ha permesso in pochi mesi di raggiungere degli standard di alti livelli. Nulla da togliere ai coltivatori svizzeri, ma a parere nostro la nostra cara terra può regalare i frutti migliori a mondo, sarà il sole, il clima del nostro bel paese, la passione dei “nuovi” coltivatori, ha fatto si (parere personale) di raggiungere e addirittura sorpassare i nostri amici extracomunitari, pur mantenendo un THC sotto le soglie di legge.

Se non conosci la legge 242/2016 sulla coltivazione della canapa, clicca su questo link dopo aver letto l’articolo.

La selezione naturale

Nel 2019 però, ci ritroviamo ad avere un mercato si in espansione, ma anche pieno di prodotti invenduti. Ogni settimana noi di Seven Hemp riceviamo decine e decine di email e telefonate da coltivatori che non riescono a piazzare la loro cannabis legale. Purtroppo, grazie alla crisi generale e alla falsa propaganda creatasi lo scorso anno, molti coltivatori hanno dato spazio a questo mercato, trascurando però l’elevata concorrenza che si sarebbe andata a creare.

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