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Marijuana e gli effetti negativi sulla memoria

La marijuana sulla memoria

Meglio una marijuana con meno THC e con più cannabidiolo CBD

La pianta della Cannabis sativa è fonte di un gran numero di principi attivi; essa produce una complessa miscela di sostanze chimiche, più di 400, una sessantina (66) delle quali formano il gruppo dei cannabinoidi (in questo caso, i fitocannabinoidi), termine che li distingue dagli endocannabinoidi che sono invece molecole della stessa natura, ritrovate in molte specie animali e soprattutto nell’uomo.

Se non conosci il sistema endocannabinoide ti consiglio di leggere questo articolo

Le due principali proprietà della Marijuana

Tra i fitocannabinoidi più famosi troviamo il tetraidrocannabinolo (THC), il più conosciuto grazie anche all’effetto psicoattivo che dona, tanto è vero che di solito la potenza della marijuana è definita in termini di concentrazione (%) di questo componente.

Un altro importante principio attivo è rappresentato dal cannabidiolo (CBD), un composto con un effetto antagonista nei confronti delTHC (debole antagonista non specifico dei recettori CB1 e CB2 mentre agisce come agonista nei confronti dei recettori dei vanilloidi TRPV1 e TRPV2).

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Questo cannabinoide non è psicotropo, ma contribuisce a migliorare l’azione del THC perché ne influenza positivamente la farmacocinetica, riducendo gli effetti collaterali sul respiro, frequenza cardiaca e la memoria.

Il rapporto THC/CBD è molto importante perché è questo che determina l’azione psicoattiva della Cannabis e in generale può alterare notevolmente I suoi effetti.

Per esempio, le piante coltivate per l’ottenimento di fibre tessili hanno un contenuto predominante di CBD e solo tracce di Δ 9-tetraidrocannabinolo (meno del 0.2%), al contrario quelle coltivate a scopo farmaceutico o per l’utilizzo illegale contengono principalmente THC, e CBD solo in tracce.

Tradizionalmente il contenuto di THC è compreso:

  •  nella Marijuana tra l’1 e il 5 %;
  •  nell’hashish è attorno al 10-15%;
  •  nell’olio raggiunge una concentrazione del 30% ed anche più.

La Cannabis sulla mente

Non molto tempo fa, sono stati fatti studi su 134 volontari utilizzatori regolari di Cannabis, tra i 16 ei 23 anni, è stato condotto uno studio per osservare l’incidenza sulla memoria dei costituenti la marijuana fumata, in particolare il THC e il cannabidiolo.

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Attualmente, grazie alle innovative tecniche di coltivazione, la pianta viene coltivata in massima parte in ambienti chiusi (indoor)
per evitarne l’ossidazione e l’inattivazione dovuta all’ossigeno, alla luce, umidità, elevate temperature. L’utilizzo di genetiche modificate e la manipolazioni dopo la raccolta, consentono di ottenere marijuana il cui contenuto in THC può essere pari o superare quello dell’hashish ed in ogni caso avere derivati della cannabis di particolare potenza e pericolosità. I volontari, divisi in 2 gruppi, hanno quindi fumato Marijuana con differente contenuto di cannabidiolo; in quello con “alto-cannabidiolo” la sostanza era presente per
concentrazioni superiori allo 0,75%, in quello con “basso-cannabidiolo” non superava lo 0,14 %.

Complessivamente vi era comunque una quantità relativamente scarsa di cannabidiolo mentre il contenuto di tetraidrocannabinolo della Cannabis non differiva significativamente tra la Cannabis utilizzata. I soggetti sono stati sottoposti a test valutativi, sia quando fumavano sia quando non erano più sotto l’effetto dalla Marijuana da loro scelta.

Secondo i risultati di questo studio, solo coloro i quali avevano fumato Cannabis a basso contenuto di cannabidiolo mostravano una riduzione nella prova di memoria sia immediatamente ( P = .002)
sia quando veniva proposta con un po’ di ritardo ( P <.001). Al contrario i volontari che fumavano ceppi di Cannabis
con maggiore percentuale di cannabidiolo non mostravano alcun deficit acuto nel “ ripetere una poesia o un testo”.
Questa fu una prova semplice ma considerata sufficientemente buona per rilevare le prestazioni mnemoniche quotidiane. Le prestazioni di entrambi i gruppi non differivano quando non fumavano perché, di fatto, non vi erano differenze preesistenti tra i gruppi ma relative alla qualità della Cannabis fumata.

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