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Il CBD e THC: storia, legalità in Italia ed effetti

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La cannabis è una delle piante in assoluto più affascinanti e misteriose esistenti al mondo. Complice la disinformazione dovuta al proibizionismo storico ed al poco approfondimento sugli studi scientifici sulla marijuana, ad oggi non sono molti coloro che sanno esattamente quali sono i principi attivi contenuti all’interno dei fiori. In questo articolo parleremo dunque proprio di questo, a partire dalla differenza tra CBD e THC arriveremo ad approfondire la storia della cannabis, il modo in cui si è giunti alla legalizzazione di alcuni tipi di piante e gli effetti che esse hanno sul corpo umano. Ecco dunque tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

CBD e THC – Cosa sono?

Come già accennato, all’interno dei fiori di marijuana sono presenti due tipi diversi di principio attivo, ovvero il CBD ed il THC. Questi sono contenuti in quantità e proporzioni variabili ed hanno effetti molto diversi sul corpo quando vengono assunti fumando un joint. Nelle infiorescenze di cannabis tradizionale il THC è in percentuale molto maggiore del CBD ed il suo effetto prende quindi il sopravvento. Tramite la ricerca, esperimenti genetici e l’evoluzione della consapevolezza di quanto questa pianta possa essere utile in campi come quello medico e quello manifatturiero, si è riusciti a creare una nuova specie di cannabis light che contiene invece una percentuale di CBD maggiore rispetto al THC.

Quest’ultimo, infatti, essendo quello che induce al classico “sballo”, è attualmente illegale nel nostro Paese e non è possibile acquistare infiorescenze di marijuana che abbiano una percentuale di THC maggiore dello 0,6%. D’altro canto il CBD non ha invece alcun effetto negativo sul corpo umano e grazie alla sensibilizzazione attuata tramite delle campagne di informazione, ad oggi esso è invece considerato legale. Vediamo adesso quali sono stati i punti salienti della storia della cannabis dall’antichità fino ad oggi.

Storia della marijuana

L’essere umano usufruisce delle infiorescenze di cannabis praticamente da sempre. Essa viene infatti consumata ormai da secoli, persino millenni, e sono state trovate informazioni riguardo l’uso sistematico in moltissime civiltà antiche. Basti pensare, ad esempio, agli imperatori cinesi che la utilizzavano già nel 2727 a.C. ma anche gli antichi greci e romani. In medio oriente, nell’impero islamico, il THC ed il CBD oltre che dalla marijuana venivano estratti anche dalla resina di questa pianta, dal polline e dalle esecrezioni.

Nasce così l’hashish, ovvero un prodotto derivato dalla cannabis che ne ha esattamente gli stessi effetti e principi attivi. Queste piante furono poi esportate anche nelle Americhe nella prima metà del XVI secolo. Il primo luogo in cui i colonizzatori provenienti dalla spagna in cui fu importata la marijuana fu il Cile. Il consumo di marijuana fa parte della vita umana da sempre ed è quindi arrivata anche ai giorni d’oggi. Secondo una stima, oggi sono quasi 150 milioni le persone che, nel mondo, utilizzano i fumi di questa pianta.

Nel 2015 è invece stato condotto uno studio sui giovani europei di età compresa tra i 15 ed i 34 anni di età. 14,6 milioni di individui, secondo questa ricerca, hanno affermato di aver utilizzato la marijuana almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Ovviamente questo succede di nascosto dall’occhio vigile delle istituzioni, la marijuana è infatti illegale nella maggior parte dei paesi del mondo proprio a causa del THC che provoca l’alterazione dei sensi ed il classico Sballo. Diversamente accade invece per la cannabis light, ovvero quella con alte concentrazioni di CBD. Vediamo dunque il processo che ha portato alla legalizzazione della marijuana light.

La legalizzazione della cannabis al CBD

Come già detto, la cannabis veniva largamente utilizzata dai popoli di moltissime civiltà ma essa è stata vietata dal papa nel 1884. Il proibizionismo, come spesso è accaduto nella storia umana, non ha avuto ovviamente l’effetto sperato e tutt’ora sono infatti tantissimi ad utilizzare la cannabis in maniera illegale.

La cannabis light, invece, avendo un contenuto di THC solitamente compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%, non è considerata illegale, ma anzi sono presenti moltissimi negozi specializzati per la vendita al dettaglio ormai in tutto il mondo civilizzato. La legge di riferimento che regolamenta la vendita e l’uso della cannabis light al CBD è la legge 242/2016, che permette quindi l’uso personale ma anche la coltivazione e la vendita della marijuana legale. Per la legalizzazione della marijuana al THC, probabilmente, avremo ancora da aspettare un bel po’, soprattutto se non si inizia a sensibilizzare le persone sui tantissimi effetti positivi che essa può avere sul corpo in soggetti affetti da malattia anche molto gravi come il glaucoma o l’alzheimer.

Nonostante non sia quindi possibile fumare cannabis per sballarsi, è comunque permesso usufruire degli effetti del CBD, il quale induce il corpo in uno stato di relax distendendo i muscoli ed eliminando la stanchezza giornaliera. Se volete acquistare della cannabis light, visitate lo store online di Seven Hemp.

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