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Marijuana e la coltivazione in verticale

Coltivazioni verticali della cannabis

Un metodo funzionale per minimizzare i costi e massimizzare lo spazio, le tecniche di coltivazione verticale offrono opportunità che le tradizionali coltivazioni orizzontali non sono in grado di fornire

Le coltivazioni di marijuana in Italia negli ultimi due anni è in forte espansione, tuttavia non si può negare che le strutture per la coltivazione siano il più delle volte molte costose, soprattutto se la cannabis viene coltivata in serre oppure indoor. Le bollette di energia elettrica hanno costi enormi, se poi sommati ai costi di gestione e del personale, coltivare marijuana legale è tutt’altro che economico. Massimizzare lo spazio e ridurre i costi è di vitale importanza per un coltivatore che poi deve rivendere un prodotto di qualità. Di conseguenza, le classiche aree agricole con il passare del tempo andranno a calare, sia per i costi e anche per la saturazione del mercato. Quelli che rimarranno, dovranno per forza escogitare il metodo di coltivare, migliorandone l’efficienza e i costi.

Se vuoi essere informato sulle differenti caratteristiche della coltivazione indoor e outdoor clicca nel seguente link

Differenza tra coltivazione indoor e outdoor

Con la tecnica della coltivazione in verticale ad esempio, i coltivatori di cannabis americani stanno facendo passi avanti migliorando il modo di coltivare marijuana.

Le coltivazioni sovrapposte

Molti credono che i sistemi di coltivazione sovrapposta sia uguale a quella verticale, ma non è così. Il tipico sistema in pila non è altro che la classica coltivazione in orizzontale, ma posta su un livello secondario. Il secondo livello richiede una fonte di illuminazione separata e del personale per mantenerlo, di un meccanismo adatto per spostare o ruotare ad un livello che metta in condizione il personale di poterci lavorare.

Le coltivazioni su vaso e idroponici sono i metodi di coltivazione più popolare per far crescere cannabis su più livelli. In genere sono sistemi in serie su scaffalature automatiche, con due o tre file verticali di piante. Mentre questi tipi di sistemi sovrapposti migliorano la resa per metro quadrato, non riducono assolutamente i costi. In effetti, i sistemi sovrapposti possono aumentare i costi di produzione a causa della doppia attrezzatura occorrente e delle necessarie risorse per farle funzionare ad ogni livello.

Il metodo verticale

La coltivazione verticale di marijuana è un nuovo concetto che capovolge le teorie della coltura convenzionale. Tutti i principi si concentrano nel ridurre lo spazio occupato, sull’efficienza energetica e sui rendimenti. A seconda della configurazione, un layout verticale a differenza delle classiche orizzontali può raggiungere un’efficienza idrica del 70 al 90 e aumentare il numero di piante coltivate di otto volte in proporzione agli stessi spazi.

Le opzioni per coltivazioni in verticale di marijuana si stanno evolvendo sempre di più, ad esempio come l’idroponica.

Coltivazione verticale in Idroponica

I sistemi idroponici utilizzano materiali alternativi per la coltivazione, come ad esempio la lana di roccia, la fibra di cocco o l’argilla espansa. Non tutte le soluzioni idroponiche sono adatte a tutti i tipi di coltivazioni verticali, ma il concetto ruota attorno alla rimozione della classica terra per favorire al sistema radicale della pianta l’accesso diretto a una miscela di nutrienti a base d’acqua. Le risorse idriche passano attraverso le radici delle piante per poi fare il giro dell’impianto per essere nuovamente immessa nel sistema.

Un impianto verticale in idroponica migliora la redditività e riduce lo spreco di risorse. Il Nutrient Film Technique o meglio (NFT), è il metodo che consigliamo per questo tipo di coltivazione.

Coltivatori di cannabis esperti di idroponica in verticale, confermano che i loro raccolti arrivano a produrre 5 volte di più per metro quadro, riducendo di molto le spese, come ad esempio l’affitto di una locazione. Il rapporto di consumo dei watt per chilogrammo di prodotto, risulta essere anche quello molto interessante. Parliamoci chiaro, ridurre i costi di produzione si tradurrebbe in margini più ampi e prezzi più concorrenziali mantenendo un ottima qualità.

Se a tutto questo sommiamo un illuminazione a LED , il sistema di coltivazione verticale diventa davvero insuperabile, le lampade a LED oltre a consumare meno delle classiche lampade HPS ad esempio, raggiungono una penetrazione più profonda, elimina la necessità di separare gli ambienti di vegetazione da quelli di fioritura, riducendo ulteriormente i costi di elettricità del 40% circa.

La ricerca su nuovi sviluppi che migliorino l’esperienza di coltivazione è in continua evoluzione. Il futuro della cannabis, come altri tipi di colture, si muoveranno sicuramente in questa direzione, aumentando il raccolto per metro quadrato e riducendo i costi di produzione.

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